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Intervista a David LoConto

Intervista rilasciata dal Prof. Ph.D David G. LoConto nel marzo 2007.

D: Ci parli un po’ di lei, dove vive e di cosa si occupa?
R: Sono nato a Worcester, Massachusetts in un ambiente popolato da persone provenienti da Ariano o discendenti di Ariano. All’età di tre anni mi trasferii in California dove ho vissuto fino all’età di 33 anni. Attualmente vivo in Alabama, sono un sociologo alla Jacksonville State University.

 

D: Ha sempre saputo di essere di origine arianese o l’ha scoperto di recente (e come)?
R: Crescendo, mio padre (nato in USA, n.d.r.) mi ha sempre tenuto informato sulle mie origini. Anche se lui non è mai stato ad Ariano, è sempre stato consapevole che quello era il luogo dove i miei nonni avevano vissuto. Ariano mi è sempre stato descritto come un posto speciale. Era la “casa”.

D: Cosa significa per lei avere sangue italiano nelle vene?
R: Non riesco a immaginare di NON avere sangue italiano nelle vene. La famiglia di mia madre proviene dalla Puglia, così sono di origini italiane al 100%. Il patrimonio genetico dell’Italia, degli Etruschi, dei Sanniti, dei Romani. Che storia meravigliosa. Nella mia mente l’Italia e gli Italiani rappresentano ancora gran parte di ciò che c’è di meglio in termini di umanità.

D: Com’è l’immagine degli Italiani nel suo paese? Conferma lo stereotipo? Tutto ciò la lusinga o la infastidisce?
R: Sfortunatamente l’immagine degli italiani ruota ancora attorno alla mafia. Probabilmente a causa di film come “Il Padrino” o di sceneggiati televisivi di successo come “The Sopranos”, quando discuto con NON italiani mi viene continuamente proposta l’immagine della mafia. Curiosamente, i personaggi televisivi nella serie “The Sopranos” sono descritti come discendenti di gente proveniente da Ariano ed Avellino. Tuttavia una delle qualità più positive che vengono spesso associate agli Italiani è la passione. Noi abbiamo un grande cuore. Ci preoccupiamo, amiamo, perseveriamo.

D: Hanno influito (e se sì, come) le sue origini italiane ed arianesi nella sua carriera professionale e nella sua vita privata?
R: Penso che, tra tutte le altre, la cosa sia importante l’etica nel lavoro. Mi risulta che la maggior parte degli Arianesi che conosco qui negli Stati Uniti siano dei grandissimi lavoratori. Sfortunatamente, a causa del fatto che la maggior parte di noi non vive vicino alle proprie famiglie, tendiamo a sovraccaricarci di lavoro. Credo che ognuno di noi ci tiene ancora alla propria “famiglia”, ma il nostro impegno e la nostra dedizione al nostro lavoro spesso prende il sopravvento. Penso tuttavia che un fattore chiave di influenza che proviene da Ariano sia il carisma. Ho trovato che la maggior parte degli Arianesi, o forse si tratta soltanto della famiglia Lo Conte, possiede un certo carisma che attrae le persone.

Penso inoltre che i miei valori, i miei atteggiamenti, la mia fede siano un prodotto della tradizione Arianese. Non me ne ero mai reso conto prima di visitare Ariano. Sono stato molto sorpreso nel constatare che il comportamento di quasi tutti coloro che ho conosciuto in città, rispecchiava esattamente gli stessi atteggiamenti, i valori e la fede che mi erano stati insegnati nella mia infanzia.

D: E’ mai stato ad Ariano?
R: Ci sono stato per circa tre settimane nell’agosto 2005.

D: Cosa ha provato la prima volta che ha visto la città?
R: Ho pianto. Per gran parte della mia vita ho desiderato sedermi sul fianco della collina ad ammirare il panorama, avere una visione simile a quella che avevano avuto i miei antenati. Successivamente ho scoperto che il punto esatto in cui fui portato il primo giorno da Domenico Ciani, per ammirare il panorama, era proprio dove la mia famiglia aveva vissuto, in Via Conservatorio. Pertanto quella ‘vista’ che avevo avuto io, era proprio ‘la’ stessa vista che la mia famiglia aveva avuto un secolo fa. Che coincidenza, vero?

D: Quali sono i ricordi più belli di Ariano che si è riportato a casa? Cosa le manca di più?
R: la gente, la gente, la gente. Molti ai quali ho parlato mi hanno detto che si sentivano come se mi avessero sempre conosciuto. Anch’io ho provato la stessa sensazione. Altri sono stati semplicemente gentilissimi. Mi rendo conto che alcuni di essi erano semplicemente interessati a parlare con me perché ero un americano in visita, ma dopo tre settimane non potevo più fare a meno di tenere meravigliose chiacchierate e incontri con gli Arianesi, e partecipare alle varie feste nel mese di agosto. I ricordi sono troppo numerosi per farne una lista qui, tuttavia è stato fantastico incontrare i tanti Lo Conte a Scarnecchia ed a San Liberatore. E’ stato incredibile trovare la tomba dei miei bisnonni. Sarà sempre un momento saliente della mia vita la vista dei resti della mia bisnonna. E’ stato un vero piacere incontrare alcuni della famiglia Scrima, miei lontani cugini. E’ stato speciale andare al Comune e cercare negli archivi con l’aiuto di Aurelia e di Antonio. Essi mi hanno aiutato a trovare non solo ciò che riguardava la specifica storia della mia famiglia, ma anche di tanti altri Lo Conte. In poche parole, ogni giorno, ogni ora è stato un magnifico ricordo di Ariano. E’ veramente un posto magico. Mi manca tantissimo. E’ “casa”.

D: Ritornerà un giorno?
R: Spero di sì. Avevo previsto di trascorrere un’intera estate a fare della ricerca in Ariano, tuttavia la sovvenzione economica che mi aspettavo è andata a monte. In tutta la mia vita ho sempre desiderato visitare l’Italia, ma soltanto se il viaggio avesse incluso un passaggio per Ariano. Ora, l’UNICO posto in Italia che voglio vedere è Ariano.

D: E’ rimasto in contatto con qualche Arianese?
R: Si e No. Non sono stato tanto diligente quanto avrei dovuto nel mantenere i contatti. Molto di questo ha a che fare con la lingua. Faccio molta fatica con la lingua. E’ difficile parlare al telefono, e scrivere una lettera mi impegna diversi giorni. Certo, se lo facessi più spesso migliorerei, ma … penso di essere stato un po’ pigro. Non sono felice con me stesso riguardo alla distanza che ho creato. Lo scorso Natale avevo comprato diversi regalini per gli amici di Ariano, ma non li ho mai spediti. Mi sento malissimo per questo.

D: Cosa le piacerebbe dire agli Arianesi che la stanno ascoltando/leggendo?
R: Credo che proveniamo da un posto veramente magico. Gente veramente magica. Uno dei miei cugini mi disse una volta che gli abitanti di Ariano sono straordinari nell’ordinarietà. Penso che sia un’ottima descrizione. Penso che dovremmo essere fieri del nostro patrimonio culturale e della nostra tradizione. Riguardo a coloro che vivono ad Ariano, mi mancano tantissimo. Mi rattrista il pensiero di NON essere là. Se qualcuno volesse mandarmi una email, risponderò senz’altro, e scriverò in italiano, ma potrei avere bisogno di qualche giorno. Certamente più scriverò in italiano e più per me sarà facile e sarò senz’altro più veloce (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
Buona fortuna. David.

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