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Origini dei Lo Conte

 

Alcune ipotesi sulle origini della famiglia Lo Conte

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Premessa

Navigando in internet e scambiando informazioni e pareri con i "nuovi" cugini americani, durante una mia permanenza all'estero, è accresciuto in me l'interesse sulle origini e le possibili evoluzioni del mio cognome.

Non sono un esperto di genealogia, nè ho una preparazione storica che mi permetta di avanzare ipotesi particolarmente attendibili, cioè basate, più che su fatti accertati, su una metodologia più scientifica.

Anche se sono rientrato in Italia, continuo a vivere sempre lontano dallla città d'origine della mia famiglia, e questo non mi permette di fare ricerche più approfondite seguendo i rigidi canoni della ricerca genealogica. Tuttavia ho scoperto su internet una enorme mole di informazioni che in qualche modo possono essere utili, se non altro, ad avanzare delle ipotesi e creare le basi per un ragionamento logico.

 

Quanto segue, pertanto, è scaturito esclusivamente da ricerche effettuate in rete e le conseguenti elucubrazioni mentali realizzate dal sottoscritto con il supporto di tanti Lo Conte/Loconte/Loconto che mi hanno affiancato lungo il mio viaggio nel passato e che sono stati prodighi di apprezzamenti, consigli, suggerimenti, preziose informazioni.

In particolare, vorrei ringraziare il prof. Ph.D David LoConto, già professore di Sociologia alla Jacksonville State University of Alabama, e oggi capo Dipartimento di Sociologia presso la New Mexico State University in Las Cruses (New Mexico, USA) il primo dei "cugini" incontrati durante la mia permanenza negli Stati Uniti, colui il quale mi ha trasmesso questa passione.

Ciò non toglie che non appena riesco ad accumulare qualche giorno libero da dedicare al mio hobby,  mi affiderò senza dubbio all’analisi delle tracce che la mia famiglia ha lasciato nella storia, secondo le classiche metodologie applicate nel settore delle ricerche genealogiche (esame dei egistri comunali, parrocchiali, etc.), via via confermando o accantonando, ad una ad una, tutte le ipotesi che scaturiranno da questo trattato.

Come si fa a scoprire l'origine di un cognome? Prima di partire con le ricerche storiche e cominciare ad elaborarne d il conseguente ragionamento logico, ho pensato di dare uno sguardo a come esso di distribuisce oggi sul territorio, tanto per avere un'idea della mole di lavoro che occorrerà svolgere. Vale a dire, se mi chiamassi Rossi non potrei mai avanzare alcuna ipotesi se non andando a ritroso nel tempo, sistematicamente, alla ricerca dei miei antenati tramite le documentazioni anagrafiche del mio paese di origine: Ariano Irpino. Con un cognome meno comune, come immagino che sia il mio, probabilmente sarà possibile tentare qualche altro approccio.

Il procedimento che seguirò, pertanto, parte dall'elencazione delle fonti in mio possesso, poi analizzerò la situazione attuale, cioè la distribuzione del cognome sul territorio italiano, francese ed americano, per motivi che vedremo in seguito. Successivamente farò una breve analisi storica sull'area di maggiore concentrazione del mio cognome per individuare eventuali indizi e agganci.

Naturalmente alla fine trarrò delle conclusioni che in realtà non saranno altro che una serie di ipotesi su cui si potranno iniziare nuove ricerche più approfondite.

Il lavoro svolto è soltanto l’inizio di una lunga ricerca che non si esaurirà qui, ma sarà sempre aperta a nuovi contributi.

Le fonti

E’ incredibile come possa essere facile trovare fonti d’informazione storica semplicemente navigando in internet. Tramite il mezzo telematico trovarsi a 1 km, 100 km o 10.000 km dalla città d’origine è pressochè la stessa cosa.

  • Libri e articoli

I documenti cartacei in mio possesso non sono molti, pertanto ho attinto soprattutto ad alcuni estratti di volumi di Gaetano Grasso pubblicati da Edizioni La Ginestra, trovati su internet e successivamente acquistati in libreria, alcuni passaggi dell'enorme lavoro effettuato dal grande storico del '700 Tommaso Vitale ed alcuni elaborati redatti successivamente da altri studiosi arianesi quali, ad esempio, Patrizia Moschillo, Pasquale Giardino, Cesare De Padua. Infine ho attinto alcune preziose informazioni dai lavori raccolti da lodevoli associazioni culturali, come ad esempio Arnanah dell'amico Emilio Chianca.

  • Certificati anagrafici

Alcuni certificati anagrafici di miei antenati, nascita e matrimonio, mi sono stati forniti da David LoConto, che li ha fotografati durante il suo viaggio in Italia nel 2005, e da Roberto Vitillo, un appassionato della storia della sua famiglia che durante le sue ricerche ha incrociato tracce utili anche alle mie.

  • Catasto Onciario

Carlo III di Borbone, a metà del XVIII secolo, fece fare un grande censimento detto Catasto Onciario in tutto il Regno delle Due Sicilie in modo da risquotere le tasse proporzionalmente ai redditi dei sudditi. Gli elenchi del Catasto Onciario di Ariano del 1754 sono disponibili in parte su internet. L'elenco completo può essere richiesto al Sig. Antonio Piscitelli, che ringrazio cordialmente per la sua disponibilità.

  • Elenchi telefonici

Per l'analisi della distribuzione del cognome ho consultato personalmente le pagine bianche italiane, francesi ed americane ed un sito specializzato.

  • Archivi dei Mormoni

I Mormoni stanno realizzando un progetto molto interessante. Stanno raccogliendo milioni di dati sugli alberi genealogici di tutto il mondo per fare in modo che rimanga una memoria storica di tutto il genere umano. E' un'opera mastodontica che sarà protetta in un bunker antiatomico. Parte dei dati già raccolti, che per motivi di privacy riguardano soltanto persone decedute, sono disponibili per la consultazione su internet. Per quanto riguarda i dati non ancora pubblicati è possibile ottenerli direttamente presso le loro sedi dislocate ovunque.

  • Archivi dei registri dei passeggeri delle navi sbarcate in America

Per quanto riguarda la parte americana della famiglia, emigrata a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, risulta utile la consultazione dei registri, in parte disponibili on line, dove sono riportati tutti i dati degli emigranti sbarcati a New York. Purtroppo, a quanto mi risulta, i parenti più prossimi a noi sbarcarono a Boston ed i relativi registri non sono ancora disponibili (o lo sono soltanto a pagamento).

  • Tradizione orale

Un'altra fonte che ho utilizzato è naturalmente la tradizione orale, tramandata per generazioni, arrivata a me direttamente o tramite racconti raccolti da David LoConto e da altri collaboratori che si sono aggiunti successivamente, grazie alla pubblicazione online di questo stesso articolo.

Recentemente mi sono stati di grande aiuto anche i nuovi social networks, come ad esempio facebook, su cui ho creato un gruppo di discussione "ad hoc".

La distribuzione sul territorio

Per l'analisi della distribuzione del cognome sul territorio italiano ho subito fatto alcune considerazioni. Ho cercato innanzitutto il cognome con spelling esatto "Lo Conte", poi ho pensato a quali possibili deformazioni potrebbe aver subito nel tempo ed ho visto che sul territorio italiano soltanto un altro cognome parimenti diffuso potrebbe avere le stesse origini: "Loconte". Un altro cognome "Conte", enormemente più diffuso quasi come il classico "Rossi", invece non mi risulta di aiuto proprio perchè troppo comune e con origini indecifrabili almeno dal punto di vista geografico. Le infinite deformazioni subite dal cognome quando i nostri antenati sono emigrati all'estero (Loconto, Laconto, Laconte, etc) non sono presenti in Italia. Pertanto iniziamo l'analisi esaminando la distribuzione dei cognomi Lo Conte e Loconte sugli elenchi telefonici italiani. La prima cosa che salta agli occhi è quanto una mia convinzione fosse completamente sbagliata. Avevo sempre creduto, infatti, che i "Lo Conte" fossero in prevalenza campani ed i "Loconte" in prevalenza siciliani e invece non è assolutamente così.

Dalla figura si può notare che i Lo Conte vivono in prevalenza in Campania e soprattutto in provincia di Avellino (281) ed in particolare ad Ariano Irpino (226). Questo si sapeva, come poteva essere plausibile una loro forte presenza nelle solite regioni di emigrazione campana (Toscana e Prato in particolare, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia). Tuttavia esiste anche una discreta presenza in Sicilia ed in particolare nella provincia di Messina (22) ed a Mussumeli (Caltanissetta) (13).

Invece gran parte dei Loconte vive in Puglia ed in particolare nella provincia di Bari (315) dei quali il 50% è concentrato nell'area di Andria (158) ed i rimanenti nel quadrilatero tra Andria, Barletta, Bari e Bitetto. I pochissimi altri Loconte sparsi per l'Italia si trovano nelle regioni tipicamente scelte dall'emigrazione pugliese del XX secolo (Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna).

Questi dati sono stati confermati dopo una visita ad un sito specializzato nello studio della distribuzione dei cognomi nelle provincie italiane.

Infatti per il cognome "Lo Conte" la più grande di concentrazione si trova proprio nella provincia di Avellino.

Mentre per il cognome "Loconte" si ha una forte concentrazione in Puglia e soprattutto nella provincia di Bari.

Visto che mi trovavo ho anche provato a vedere la distribuzione sul territorio nazionale del cognome senza articolo: Conte. Il risultato è piuttosto frammentato anche se prevale sempre una maggiore presenza nel sud ed in particolare a Napoli e nella Puglia meridionale (il grande ex calciatore ed allenatore della Juventus e della Nazionale Antonio Conte viene da Lecce), ma esistono anche grosse colonie venete e lombarde.

Da notare tuttavia che le aree di maggior concentrazione di Lo Conte e Loconte, anche se molto vicine, non coincidono esattamente con le zone preferite dai Conte e questo porterebbe ad escludere mescolanze tra i vari ceppi.

Possibili origini comuni

Per quanto appena visto, nel seguito trascurerò eventuali associazioni con il cognome Conte perchè, come già accennato, non credo che andremmo molto lontani, vista la notevole diffusione su tutto il territorio di quel cognome. Tuttavia nei vecchi documenti anagrafici e catastali (1750 - 1900) il cognome era scritto "lo Conte", con l'articolo minuscolo, e questo fatto potrebbe aver indotto, talvolta, qualche burocrate ad eliminarlo, oppure, viceversa, potrebbe essere stato aggiunto in un secondo momento al cognome originario "Conte".

Dai dati finora raccolti è già possibile trarre qualche considerazione: escludendo i Lo Conte/Loconte sparsi per il resto d'Italia, le due città con maggiore concentrazione sono Ariano Irpino per i "Lo Conte" ed Andria per i "Loconte". La presenza in Sicilia si può ritenere trascurabile, in quanto si potrebbe trattare di una colonia trasferitasi in un momento diverso o di un ceppo indipendente nato localmente, come vedremo più avanti. La mia famiglia è originaria di Ariano Irpino, pertanto ritengo di essere abbastanza fortunato in quanto sembrerebbe che Ariano sia proprio la città di origine del mio cognome, oppure, comunque, è la città in cui il mio cognome, per qualche motivo, si è maggiormente diffuso.

Altro elemento che lega inevitabilmente il cognome Lo Conte con Ariano Irpino è la notevole presenza di Lo Conte nella città al punto da essere al secondo posto nella classifica dei cognomi più diffusi (quantità stimate):

Numero

Cognome

823

Grasso

676

Lo Conte

414

Cardinale

301

Albanese

277

Molinario

259

De Gruttola

224

Riccio

212

Vitillo

209

Scaperrotta

188

Manganiello

Sarebbe stato interessante avere la stessa fotografia della distribuzione dei cognomi magari risalente ad almeno un secolo fa.

E' invece nota la reale distribuzione dei cognomi del 1754, sulla base di quanto riportato nel Catasto Onciario, circa 250 anni fa. Qui possiamo vedere che mentre altri cognomi sono praticamente scomparsi, i Lo Conte sono molto più presenti oggi di allora

Numero

Cognome

230

Cardinale

182

Grasso

181

Albanese

129

Di Franza

118

Di Furia

100

Di Stefano

95

Dotolo

92

Lo Conte

85

Riccio

80

Savino

A questo punto bisogna affrontare il dilemma: c'è comunalità di origini tra i Lo Conte ed i Loconte? Analizzando la storia del Mezzogiorno d'Italia troveremo alcuni episodi in cui le vicende delle città di Ariano ed Andria si sono intrecciate. Pertanto potrebbero esserci i presupposti di un'origine comune. Se non ci fosse un collegamento, la nostra ricerca potrebbe essere ancora più semplice. Pertanto, scegliamo il caso peggiore, o più difficile, e diamo quasi per scontato che i Lo Conte-Loconte abbiano origini comuni.

Esaminando questi numeri verrebbe spontanea una considerazione: volendo trascurare la presenza siciliana (magari dovuta ad uno o più rami dei Lo Conte che si trasferirono in un'epoca imprecisata), se i Lo Conte-Loconte avessero origini comuni, potrebbero essere confermate proprio ad Ariano Irpino (che, ricordiamo, soltanto 75 anni fa era in effetti un comune della Puglia). In un'epoca piuttosto remota (suppongo almeno fine '600) un ramo si trasferì nelle vicine Murge e nel trasferimento cambiò cognome attaccando l'articolo.

Inoltre, visto che in passato "Lo" era frequentemente usato come articolo anche al posto di “Il”, darei (quasi) per scontato che il ceppo originario nacque con l'articolo "Lo" staccato da "Conte", e che in qualche momento da qualche parte le due parole si fusero in una sola generando i Loconte.

A questo punto sorgono altre domande: accettata l'idea di un'origine comune, quale può essere il suo significato e chi fu, o da dove arrivò, il primo Lo Conte?

Significato del cognome

Per quanto riguarda il significato del cognome, a premessa, bisogna analizzare alcuni fattori. I primi cognomi apparirono in Italia nel IX secolo come prerogativa distintiva di una classe privilegiata. Successivamente, man mano, il fenomeno si diffuse sempre più, fino ad arrivare, in epoca rinascimentale, ad essere piuttosto comune. Non era ancora, comunque, una caratteristica ereditaria, ma piuttosto un carattere distintivo della persona. Solo i nobili trasferivano ai figli primogeniti l'uso dell'identificativo del casato, che così si perpetuava. Verso il XVIII secolo il bisogno di fare un pò d'ordine e la necessità di identificare popolazioni diventate ormai troppo popolose portò all'imposizione per legge dell'obbligo del cognome.

Una vera e propria statistica riguardante l'origine dei vari cognomi non esiste, ma si stima che:

  • il 35% sia di origine onomastica, cioè derivi dal nome proprio di un capostipite (De Filippo, D'Antonio, Di Iorio, Del Piero, etc.)
  • il 35% abbia relazione con la toponomastica, cioè faccia riferimento a nomi di paesi o località o zone (Di Napoli, Catanea, Napolitano, Albanese, etc.),
  • il 25% sia un soprannome relativo a
    • caratteristiche fisiche del capostipite (Gobbo, Rosso, Mancino, Grasso),
    • la sua professione, il suo mestiere o la sua carica sociale (Sella, Ferrari, Ferrero, Molinario, etc.)
  • la rimanenza (5%) si divide tra:
    • un 3% di derivazione straniera recente
    • un 2% che si può ricondurre ai nomi di fantasia, augurali, che la carità cristiana riservava ai trovatelli (Esposito, AmodioDe Jesus, etc.).

In genere, anche quando facevano riferimento a luoghi, mestieri o  ai nomi degli antenati, si trattò soprattutto di soprannomi assegnati e consolidati dalla gente comune o dai funzionari comunali.

In generale, la maggior parte dei cognomi italiani nacque tra l’XI e il XIII secolo, e divenne obbligatorio averne uno dopo il Concilio di Trento del 1564, quando la Chiesa cercò di mettere ordine registrando tutti i battesimi con nome e cognome per evitare matrimoni tra consanguinei. Ad ogni modo ciò non evitò che, da una generazione alla successiva, venissero apportate modifiche anche importanti che hanno via via generato nuovi ceppi. Da allora l’evoluzione dei cognomi non si è mai arrestata e possono continuare a cambiare anche spesso nell’arco di poche generazioni.

Siti specializzati affermano che cognomi come Conte/Conti e similari derivano normalmente da soprannomi legati a dei capostipiti in qualche modo connessi con dei Conti, o perchè al loro servizio, o per loro atteggiamenti abituali, o per la somiglianza fisica, o per altri motivi similari. Soprannomi (il cognomen nell'antica Roma era il soprannome) che potevano avere un’origine fortememente legata ad aspetti e caratteristiche effettivamente reali ovvero di tipo ironico e canzonatorio.

Supponiamo, pertanto, che il termine “Conte” faccia riferimento al titolo nobiliare omonimo, ipotesi che credo possa essere confermata dal fatto che negli antichi documenti il cognome veniva scritto "lo Conte" con la "L" minuscola.

Se la città di origine fosse proprio Ariano (oggi Irpino), bisogna tener conto che la città è stata effettivamente una contea per circa 500 anni (dalla fine del X alla fine XV secolo).

Partendo da questa ipotesi la presenza dell’articolo davanti al termine Conte fa supporre che ci si riferisse al “CONTE” per antonomasia, e quindi uno di quelli che nella storia di Ariano rimase memorabile:

  • il “Conte di Ariano” (di cui non si conosce il nome) che una notte di aprile del 1001, secondo la tradizione, si rese testimone di un evento miracoloso, l’apparizione della Madonna Incoronata di Foggia e in quel luogo fece costruire il santuario;
  • “il Conte Gerardo”, “il Conte Giordano” e “il Conte Ariberto”, normanni risalenti ai primi del XII secolo, che portarono la città al sua massimo prestigio;
  • “il Conte Enrico di Vaudemont (o Valdimonte)” del XIII secolo, angioino, legato al re Carlo I che donò alla città le “Sante Spine della Corona da Gesù Cristo”, evento rimasto indelebile nei ricordi degli Arianesi;
  • il "Conte Elzeario de Sabran” del XIV secolo, provenzale, uomo di grande carità, proclamato santo e copatrono di Ariano assieme a sua moglie Delfina;
  • “il Conte Inigo de Guevara” e suo figlio “il Conte Pietro de Guevara” del XV secolo, aragonesi e ultimi conti di Ariano.

Abbiamo accennato al fatto che i nobili avessero già un cognome, un casato da tramandare ai propri discendenti (Vaudemont, Sabran, Guevara) pertanto ritengo che, se il nostro antenato fosse in qualche modo legato ad uno di loro, non poteva esserne un discendente ma soltanto uno che ne era in qualche modo vicino, che lavorasse per lui (“quiro di lu conte” quello che lavora per il conte) oppure qualcuno che fosse legato al Conte per altri motivi, per esempio fosse un suo figlio naturale o soltanto uno che si autoproclamava tale.

Altro indizio che porterebbe a questa origine è la presenza di alcuni nuclei familiari di Ariano risalenti al XVIII secolo, ed ora estinti, che si chiamavano “Dello Conte”.  

Naturalmente queste disquisizioni non prendono in considerazione la possibilità, assolutamente non trascurabile, che il soprannome “lo conte” abbia soltanto origini beffarde, canzonatorie, ironiche sull’atteggiamento snob o, viceversa, eccessivamente volgare del nostro ignoto antenato.

Se non fosse legato al titolo nobiliare il termine “Conte” potrebbe riferirsi ad un mestiere tipo Contabile o esattore delle tasse (quiro di li conti), ma la ritengo un'ipotesi poco probabile. Tuttavia recentemente sono entrato in contatto con Elio Lo Conte, illustre rappresentante della colonia siciliana del nostro cognome il quale mi ha raccontato un grazioso aneddoto. Sembra che ci fu un certo Peppe, intorno al 1700, che da Savoca (vicino Santa Teresa, provincia di Messina, non distante da Taormina) un giorno fu mandato a Messina per risolvere una questione di terreni che riguardava varie famiglie locali e la risolse così bene, che i paesani contenti al suo ritorno lo soprannominarono "Peppe U Conti" e da qui derivò poi il cognome Lo Conte (per il gruppo di quella zona). Naturalmente potrebbe trattarsi solo di una leggenda, ma l'episodio è significativo in quanto sta a dimostrare come si siano generati molti cognomi della nostra penisola. Inoltre, questa diversa origine potrebbe giustificare l’”anomala” presenza del cognome in Sicilia. Si tratterebbe soltanto di una coincidenza, di due cognomi identici che si sono originati in maniera completamente indipendente.

Volendo restare legati all'origine campana, piuttosto che sicula, nel nostro caso tenderei a trascurare questa possibilità. Infatti, a mio parere, se esaminiamo il dialetto campano, o anche quello pugliese, le possibili deformazioni che esso avrebbe potuto generare, partendo dall’attività di contabile, sarebbero del tipo Lo Cunto o Li Cunti, piuttosto lontani da Lo Conte.

Altre ipotesi, legate alle possibili origini straniere del nome, verranno considerate in seguito.

Ipotesi autoctona

Diamo per scontato, per ora, che il cognome sia originario del sud Italia. Storicamente, oltre che statisticamente, ciò è palesemente confermato dalla presenza dell’articolo.

Oltre ad alcuni possibili significati, abbiamo già visto alcune ragioni di una allocazione del primo nucleo in Ariano. Tuttavia, potrebbero essere valutate altre ipotesi, anche se meno plausibili:

  1. invece che arianese, il ceppo originario potrebbe essere pugliese considerando che sommando i cognomi Lo Conte/Loconte i pugliesi (464) sono più numerosi dei campani (315). Ciò sarebbe confermato dal fatto che tra i dati più antichi che sono riuscito a trovare finora, ho individuato un certo Angelo Loconte (nato nel 1731) figlio di Salvatore e un certo Costantino Loconte (nato nel 1752) figlio di Michele, entrambi originari di Bitritto (BA). Tuttavia, partendo sempre dal concetto di una origine comune, sembra improbabile, anche se possibile, che nel modificare il cognome si sia staccato l'articolo (di solito succede il contrario), a meno che, originariamente, non si trattasse di un articolo, ma sia stato interpretato in tal modo successivamente;
  2. oppure il ceppo originario è proprio siciliano, nato come Lo Conte, e trasferitosi quasi totalmente ad Ariano, ma non ho informazioni o indizi che possano avvalorare questa possibilità.
  3. terza ipotesi, nata a seguito delle informazioni pervenute da un mio lettore siciliano, porterebbe le nostre origini ad una famiglia nobile toscana che nel '500 si trasferì in Sicilia. Un ramo cadetto di questa famiglia, invece, si sarebbe sistemata in Campania ed avrebbe dato origine al nostro ceppo (ma anche questa informazione, come tutte le altre del resto, è da confermare).

Ad ogni modo, l'ipotesi Arianese resta la più probabile, anche alla luce di alcune nuove informazioni pervenutemi recentemente dall'esame, sempre tramite internet e grazie ai contributi di Antonio Piscitelli e Roberto Vitillo, delle copie dei registri del Catasto Onciario di Ariano ordinati da Carlo III di Borbone (1716-1788) e risalenti al 1754.

In quei registri ho trovato 92 Lo Conte distribuiti su 38 famiglie, tra i quali i più antichi sono:

  • Lo Conte Bartolomeo nato sicuramente prima del 1685
  • Lo Conte Oto, figlio di Bartolomeo, nato nel 1704
  • Lo Conte Domenico nato nel 1693
  • Lo Conte Elzeario nato nel 1698
  • Lo Conte Rosa nata nel 1685, moglie di un certo Vitillo Liberatore
  • Lo Conte Teresa nata nel 1694, moglie di Vitillo Medio, forse sorella di Rosa (due sorelle che hanno sposato due fratelli, un evento frequente ai quei tempi)
  • Lo Conte Angiola nata nel 1698, moglie di Di Pratola Nicola
  • Lo Conte Anna nata nel 1687

Volendo approfondire l'analisi di quei registri, al fine di capire quali nuclei familiari potrebbero aver generato una discendenza, dobbiamo escludere le donne, i sacerdoti, i defunti e i figli a carico. Ciò che resta sono tutti i singles maschi e i nuclei familiari con cognome "lo Conte", che vivevano ad Ariano nel 1754. In tutto sono 21 e sono riepilogati nella seguente tabella, dove, nella prima colonna, è indicata la pagina del Catasto Onciario dove è possibile trovare la persona, tra parentesi l'età nel 1754:

  1. Pag. 23a

lo Conte Aniello (35)

1 figlio maschio: Francesco (8)

  1. Pag. 96a

lo Conte Donato (29)

1 figlio maschio: Domenico (8)

 

lo Conte Crescenzio (36) (fratello)

 

 

lo Conte Liberatore (22) (fratello)

 

  1. Pag. 101a

lo Conte Domenico (61)

1 figlio maschio: Nicola (21)

  1. Pag. 123a

lo Conte Elzeario (56)

 

  1. Pag. 133a

lo Conte Filippo (26)

1 figlio maschio: Antonio (4)

  1. Pag. 134a

lo Conte Felice (34)

 

  1. Pag. 143a

lo Conte Francesco (42) di Bernardino

2 figli maschi: Giuseppe (2) e Nicola (16)

  1. Pag. 149a

lo Conte Francesco (26)

 

  1. Pag. 154a

lo Conte Gennaro (22)

 

  1. Pag. 179b

lo Conte Giuseppe (28)

1 figlio maschio: Giovanni (3)

  1. Pag. 202a

lo Conte Giacomo (+)

2 figli maschi: Giuseppe (27) e Domenico (22)

  1. Pag. 204a

lo Conte Giuseppe (26)

2 figli maschi: Nicola (7) e Michele (1)

 

lo Conte Nicola (24) (fratello)

1 figlio maschio: Felice (1)

  1. pag. 222b

lo Conte Lonardo (46)

1 figlio maschio: Antonio (14)

  1. pag. 249a

lo Conte Michele (33)

2 figli maschi: Nicola (6) e Vincenzo (10)

  1. pag. 254a

lo Conte Teresa (24)

2 figli maschi: Nicola (13) e Tomaso (4)

  1.    Pag. 292a

lo Conte Nicola (22)

 

  1. Pag. 322a 

lo Conte Oto (50) di Bartolomeo

2 figli maschi: Bartolomeo (20) e Giuseppe (18)

  1. Pag. 378a

lo Conte Francesco (+)

1 figlio maschio: Giovanni Battista (10)

Fa un certo effetto sapere che in questa tabella, anche se non sappiamo ancora chi, c’è almeno un antenato di quasi tutti i Lo Conte / Loconto / Laconto sparsi per il mondo, compreso il mio!

Ora viene da chiedersi, perchè proprio Ariano Irpino e soprattutto, quando nacque la dinastia Lo Conte e di conseguenza perchè si chiamano proprio così?

Come già accennato i Lo Conte ed i Loconte non sono molti sul territorio nazionale e sono particolarmente concentrati in zone ristrette: Ariano Irpino (per i Lo Conte) e la zona tra Andria e Bari (per i Loconte).
Esiste una famiglia che nella storia lega in qualche modo Ariano ad Andria e, curiosamente, contiene molti nomi propri tipici della nostra famiglia: i De Guevara, gli ultimi conti di Ariano.

I De Guevara erano spagnoli e furono mandati ad Ariano dagli Aragonesi nel 1440. Arrivarono ad Ariano proprio nel momento di transizione del regno dagli Angioini agli Aragonesi. Il capostipite Inigo muore nel 1462 e lascia la città al figlio Pietro, suo primogenito. Il suo secondo figlio si chiama Antonio e sarà Conte di Potenza. Pietro, Conte di Ariano, sposa la pugliese Isotta, la figlia del Duca d’Andria. Per cui, intorno alla fine del XV secolo, l’ultimo dei Conti di Ariano, Pietro, si lega al Ducato di Andria. Dopo Pietro, che non avrà figli maschi, Ariano passerà per un breve periodo alle dipendenze di Francesco Sforza Duca di Milano e poi nelle mani della famiglia Carafa che riceverà dal re Ferrante d’Aragona il titolo di Duca di Ariano. Queste notizie fanno supporre, senza tuttavia ulteriori elementi probanti, che il "Conte” a cui si riferisce il nostro cognome sia proprio quel Pietro, ultimo conte di Ariano. Resta tuttavia da definire se i nostri antenati avessero o meno legami di sangue con il citato nobile. Avendo, egli, avuto soltanto figlie femmine “ufficialmente”, potrebbe esserci qualche possibilità che le nostre origini vengano da qualche relazione “non ufficiale” del Conte Pietro e pertanto il nostro antenato potrebbe essere stato additato come un suo figlio illeggittimo o sedicente tale. In tal caso il termine “lo Conte” avrebbe un significato beffardo o canzonatorio.

A proposito dei De Guevara, questa mia ricerca mi ha permesso di entrare in contatto con alcuni discendenti della nobile famiglia ed in particolare con John E. De Micoli Y De Guevara appartenente ad un ramo proveniente da un altro figlio di Inigo. Questo terzo figlio maschio dopo una permanenza ad Ariano si sarebbe trasferito a Malta. In particolare, mi ha confermato la bontà di alcune delle mie ipotesi sottolineando che la probabilità che esistano discendenti di figli illeggittimi che portino il cognome "Conte" è effettivamente molto alta. A conferma di ciò, anche a Malta, dove lui ancora oggi vive, si possono incontrare dei "Conte".   

Nella storia di Ariano, pur essendo oggi molto comune per la città, non esistono personaggi illustri con questo cognome, come se esso fosse molto recente o che fosse rimasto nell’anonimato per molto tempo, relegato nelle campagne arianesi, e pertanto sicuramente non facente parte della nobiltà storica, politica e colta della città. Questa affermazione è confermata dai testi esaminati da illustri storici di Ariano, primo fra tutti Tommaso Vitale, che indicano una stretta cerchia di nobiltà riconosciuta e costituente il potere nel periodo XVI-XVIII secolo. I cognomi illustri infatti erano una trentina: Auriliis, Anzani, Berardi, Bruno, Castelli, Capone, Ciardi, Cutillo, Henrico, Formosa, Forte, Freda, Galtieri, Grasso, Intonti, De Leone, Luparella, De Miranda, Passaro, Pirellis, Palma, De Piano, Picella, De Stefano, Teutonico, Vitolo/Vitoli, Vitale. A questi, successivamente, si aggiunsero o si sostituirono altri cognomi elevatisi di rango o giunti da fuori città, come D’Afflitto, Mazza, Bevere, Caccavo, Figliuoli, Leggiadri. La maggior parte di questi, inoltre, non avevano vere origini nobili, ma avevano trasformato in nobiltà (e quindi in potere politico) un potere economico conquistato mediante fiorenti attività commerciali.

Il fatto che non siano molto numerosi (i Lo Conte sugli elenchi telefonici italiani non arrivano a 700 ed i Loconte sono ancora meno, circa 600) e che siano, a parte qualche eccezione, molto concentrati geograficamente, lascia dedurre:

  • o che non sia un cognome molto antico, tuttavia dalle tracce trovate finora bisogna risalire almeno alla fine del XVI secolo, cioè a più di 400 anni fa;
  • o che sia apparso all'improvviso, soltanto in Ariano, o al massimo sia apparso contemporaneamente anche nel barese e nel messinese;
  • o che sia stata una famiglia particolarmente colpita da guerre o eventi naturali, quali terremoti e pestilenze;
  • o che non sia stata una famiglia molto prolifica, almeno per numero di maschi, e il nostro ramo della famiglia lo confermerebbe. Come termine di paragone basti vedere che soltanto i Lo Conte e loro derivati (Loconto, Laconto, Loconte, Laconte, La Conte) che vivono negli Stati Uniti da poco più di un secolo sono circa 500 (soltanto quelli sugli elenchi telefonici). Infatti facendo una media di 3 figli maschi a persona, media attendibile riferendoci almeno alla prima metà del secolo scorso, il numero di 500 persone si raggiunge in 5 generazioni (all’incirca 100 anni).

Se l’ipotesi autoctona fosse quella giusta, quindi, dando per assodato che i Lo Conte abbiano visto le loro origini proprio ad Ariano, e che gli altri sparsi per il mondo (comprese tutte le varianti sul tema), siano stati comunque originati dallo stesso ceppo, si può desumere che il capostipite possa risalire all’incirca a cavallo tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500, che non fosse nobile, ma che in qualche modo fosse legato agli ultimi conti di Ariano, gli spagnoli De Guevara.

Ipotesi straniera

Un'altra ipotesi prende in considerazione la possibilità di un'origine straniera. Vedremo la buona possibilità che le origini, più che spagnole o inglesi possano essere francesi.

Ritengo in ogni modo di poter sostenere che, con buona probabilità, nel 1585, quando Ariano divenne Città Regia, il primo Lo Conte aveva già messo le radici sul nostro territorio.

Ipotesi Francese

Sulla base di alcuni indizi o ipotesi avanzate da David LoConto, a seguito delle notizie raccolte durante il suo recente viaggio in Italia, un'altra pista potrebbe infatti essere quella francese.

E' noto che il cognome “Leconte”, in qualche modo molto simile al nostro, sia molto diffuso in Francia. Ho esaminato la distribuzione sul territorio francese di questo cognome (con le varianti "Le Conte" ed anche Conte) ed ho scoperto che sono quasi omogeneamente diffusi su tutto il territorio transalpino. Da rilevare alcune concentrazioni interessanti nel sudovest della Francia, ma la più grande colonia si trova in Normandia.

 

In realtà la traduzione francese del termine "il conte" è "le comte" ma nel medioevo, soprattutto nel sud della Francia, si usava anche la versione più simile all’italiano. Se volessimo allontanare per un attimo l’idea dell’origine nobiliare del termine “conte” la traduzione letterale dal francese di “le conte” è “la novella” (in francese è maschile) o “il racconto”. Ho trovato alcuni testi in antico dialetto guascone (parlato sui Pirenei al confine tra Francia e Spagna) che hanno il titolo che comincia per "Lo conte de..." inteso come "La novella di...". Ma potrebbe essere soltanto una coincidenza.

Se fosse realistica l’origine francese, in quale epoca potrebbe essere giunto il capostipite in terra Irpina?

Alcune voci raccolte da David parlano di una possibile origine collegata con i soldati dell'esercito del papa che vennero dal sud della Francia circa 500 anni fa, quindi nel XV-XVI secolo. Ci potrebbe essere la possibilità che Lo Conte sia la versione italianizzata (anzi spagnolizzata dagli Aragonesi, presenti nel Regno di Napoli nel XV secolo, o dai Borboni successivamente) di un Leconte, soldato dell'armata papale o di quella francese inviata in favore del papa, che si sia insediato in Ariano. Questa ipotesi potrebbe giustificare la forte fedeltà al potere ecclesiastico che ritroveremo più avanti nella storia dei Lo Conte e le caratteristiche somatiche più normanne che greco/arabe dei Lo Conte attuali. Tuttavia non sono riuscito ancora a trovare un episodio, nella storia di Ariano, che possa risalire a quell’epoca.

In realtà, se andiamo ancora più indietro nel tempo di circa 100 anni, è possibile formulare un’altra ipotesi forse più attendibile. Infatti potrebbe trattarsi di qualche massaro o soldato o cortigiano francese, di nome Leconte o soprannominato in tale modo, arrivato ad Ariano al seguito delle famiglia provenzale Angioina dei De Sabran che dominò la contea arianese dal XIII al XV secolo. Rammentiamo che tra i membri di quella famiglia sono ancora ricordati con devozione il santo Elzeario de Sabran e sua moglie beata Delfina di Signe. Il santo Elzeario fu apprezzato oltre che per le sue doti morali anche per la sua estrema fedeltà al papa, ed infatti nel 1312 fu effettivamente inviato dal re di Napoli Roberto d’Angiò al comando di un esercito di soldati in aiuto del papa assediato a Roma dall’esercito dell’imperatore Enrico VII di Lussemburgo.

Altra ipotesi ancora più fantasiosa, ma per ora non meno probabile, ci porta indietro nel tempo ancora di qualche anno ed è legata all’Ordine dei Cavalieri Templari. L’Ordine dei Templari, costituito da monaci/soldati fu fondato a Gerusalemme nel 1118 da 9 francesi, combattè durante le crociate e fu coinvolto in pratiche esoteriche e di alchimia. Alcuni monaci Templari operarono nella zona di Andria (che per una strana coincidenza ritorna nella nostra analisi), dove finanziarono la costruzione di Castel del Monte. L’Ordine fu sciolto nel 1312 perchè accusato di eresia, probabilmente per il forte potere militare e soprattutto economico che stava conquistando. Uno di questi monaci, di origine francese, a seguito dello scioglimento dell'ordine e scampato al rogo, potrebbe essersi prima insediato in Puglia (trasformando Leconte in Loconte) ed in seguito qualche suo parente o discendente potrebbe essersi trasferito ad Ariano diventando "lo Conte" e quindi "Lo Conte".

Se volessimo andare ancora più indietro nel tempo, all'epoca della discesa dei normanni nel XI secolo, effettivamente esiste una certa correlazione tra la zona più popolata da Leconte in Francia, la Normandia, e le zone più popolate da Lo Conte e Loconte in Campania, Puglia e Sicilia. E non a caso un castello normanno domina da almeno un millennio il panorama arianese.

Dopo queste analisi, ritengo che ci sia qualche elemento in più per affermare che il cognome possa essere apparso all’improvviso ad Ariano o in Puglia, con articolo francofono attaccato al termine Conte e che poi sia stato naturalizzato separando l’articolo e rendendolo più familiare alla lingua ufficiale del tempo.

Visto che c’è qualche buona possibilità che l’origine sia francese, ho provato ad approfondire su un sito specializzato, quali siano le ipotesi più probabili sul versante transalpino. Ho scoperto che esistono due rami che portano in direzioni molto diverse: “Lecointe” e “Leconte”.

“Lecointe”  è frequente in Piccardia (Nord della Francia). E’ un cognome che proviene dall’antico termine francese “cointe” che ha numerosi significati: da una parte prudente, abile, furbo, dall’altra elegante, grazioso. Difficile fare una scelta. Le forme Lecointre, Lecoindre (Normandia, Bretagna) sembrano varianti di questo nome, come anche Lecoint e Lecoin, anche se quest’ultimo può avere un significato toponomastico.

Per quanto riguarda invece Lecomte, Lecompte, Leconte si rimanda al cognome Comte, che a sua volta viene considerato sinonimo di Conte e Compte. Come per la maggior parte degli altri titoli nobiliari era un cognome che veniva impiegato allo scopo di indicare persone che erano quasi sempre di estrazione contadina. Si può formulare un’ipotesi abbastanza credibile: ogni contadino dipendeva da un signorotto, al quale pagava i benefici feudali per la propria casa e le terre che coltivava, era l’uomo al quale si apparteneva nel Medio Evo. Ma nello stesso villaggio le proprietà (e gli uomini) non appartenevano tutti allo stesso signorotto. Si poteva benissimo chiamare Conte chi era l’”uomo del conte”, a differenza di altri abitanti del villaggio che appartenevano ad altri signorotti. Naturalmente si può sempre considerare l’ipotesi che fosse un soprannome beffardo, un soprannome che denotava colui che era al servizio di un conte o addirittura (ma andiamo molto lontani) che stava “scontando” una pena. La versione Conte si trova soprattutto in Provenza e nel Sud-Ovest della Francia, i Comte invece si incontrano soprattutto a Sud-Est, in Ardeche, in Rhone-Alpes e nella Franca Contea. Quanto ai Compte, l’Auvergne (centro-Sud) è la regione dove sono più numerosi.  

Ipotesi inglese

Negli archivi dei Mormoni ho trovato un Thomas Loconte (il più antico in assoluto di cui si possa trovare traccia su internet al di fuori del territorio italiano) che si sposò in Inghilterra il 26 marzo 1704 (pertanto nato prima del 1685 e contemporaneo del Bartolomeo Lo Conte citato sul Catasto Onciario del 1754). Tuttavia, questa informazione potrebbe portare fuori strada, potrebbe infatti essersi trattato di un francese di nome Leconte proveniente dalla vicina Normandia il cui cognome sia stato riportato nell’archivio in modo errato.

Ipotesi spagnola

Malgrado una convinzione personale che avevo prima di iniziare questa analisi, e malgrado la presenza spagnola in Ariano ed in tutto il sud Italia sia stata molto forte e sia durata più di 400 anni, oggi sono molto scettico su una eventuale origine iberica.

Inizialmente l’articolo “Lo” mi aveva spinto verso la credenza che ci fosse sangue iberico nelle nostre vene. In realtà nel medioevo veniva utilizzato più nella lingua italiana che in quella spagnola, che normalmente traduce “il conte” con “el conde”.

Non ho elementi per confermare nè smentire questa sensazione. Attualmente posso solo affermare, senza avanzare elementi probanti, che ritengo poco probabile una origine spagnola della nostra famiglia, ad eccezione della già citata possibilità di un legame “ufficioso” con la famiglia De Guevara.

I Lo Conte nella storia

A parte queste ultime disquisizioni sulle possibili origini straniere della famiglia, a conferma delle origini non nobili ma contadine dei Lo Conte, esistono alcuni documenti storici che, quando citano componenti della nostra famiglia, si riferiscono sempre ad appartenenti ai ceti più bassi.

In assoluto le prime tracce trovate della famiglia Lo Conte nella storia di Ariano risalgono al XV secolo. E' quel secolo, infatti, a cui il Prof. Nicola Flammia nella sua Storia di Ariano[1], fa risalire i Lo Conte, insieme ai Luparella, Bolognese, Salza, Passeri e Bruno, riportandola tra le famiglie storiche più antiche ancora presenti in città nel 1893. Tuttavia non rientrano nell'elenco di quelle nobili. A quell'epoca risalgono anche due importanti immigrazioni: i vasai di Faenza che nel 1421 arrivarono su invito di Francesco Sforza e portarono in città l'arte della ceramica e alcune famiglie di Trani che, nello stesso periodo, ereno state cacciate dalla loro terra per una guerra in corso e si stabilirono nelle grotte di S.Nicola.

[1] Dal volume “Storia della Città di Ariano, dalla sua origine sino all'anno 1893"  Libro terzo - pag.136 - di N. Flammia, Ariano, 1893.

Il primo Lo Conte di cui ho trovato testimonianza documentata, finora, ci riporta al 1759, l’anno in cui viene decretato il nuovo meccanismo per la designazione degli eletti al governo della città. La Real Camera di Santa Chiara, l’organo giurisdizionale e consultivo del Regno di Napoli nel periodo Borbonico, stabilì, infatti, che per il buon governo della città di Ariano dovessero essere nominati 24 Decurioni (quelli che oggi possiamo considerare i consiglieri comunali). Questi Decurioni dovevano essere scelti tra i migliori rappresentanti dei tre ceti: 8 del primo ceto (i benestanti, dottori della legge e di medicina), 8 del secondo ceto (notai, giudici a contratto, negozianti e farmacisti) e 8 del terzo ceto (artigiani, massari e uomini di campagna). Tra i rappresentanti del terzo ceto fu eletto un certo Donato Lo Conte[1], che ho individuato nel Catasto Onciario alla pag. 96a, dove risulta nato nel 1724, di professione ortolano, sposato con Teresa Capozzi, con due figli: Domenico (1745) e Catarina (1751). Risultano a suo carico anche la madre vedova Costanza Vitillo (1691) e tre fratelli: Crescenzio (1717), ortolano, Antonio (1720), sacerdote e Liberatore (1731), bracciale.

Risale invece al 1813 il primo documento che rivela la presenza di un Vincenzo Lo Conte proprietario di uno dei palazzi più importanti di Ariano (in 40a posizione nella classifica dei palazzi più cari) situato in Via Nova del valore di 103 ducati[2].

Un’altra rappresentante della famiglia Lo Conte, anch’essa nominata nel volume di De Padua/Giardino, è Antonia Lo Conte, vedova di Nicolò Ceruolo ai tempi del Catasto Onciario. Il marito di Antonia fu uno dei principali protagonisti della rivolta del 1738, quando qualche centinaio di braccianti e rappresentanti dei ceti più poveri, esasperati dalle nuove tasse introdotte dal governo Borbonico, agitarono una sommossa che portò all’assassinio del Governatore di Ariano D. Carlo Passaro. Nicolò Ciruolo fu uno dei fomentatori della folla e probabilmente anche uno degli assassini materiali (il Passaro fu linciato a morte) ma si diede alla latitanza e, malgrado la condanna a morte in contumacia, non fu mai arrestato. Nel Catasto Onciario del 1754, sua moglie Antonia Lo Conte (di 50 anni con due figli, Eleonora e Nicola) viene dichiarata vedova. Curiosità: il figlio più piccolo, Nicola, nel 1754 aveva 10 anni, dunque nacque 6 anni dopo i fatti del 1738. Ciò significa che, malgrado latitante, riuscì a concepire un figlio, oppure che Antonia abbia fatto un figlio con qualcun altro e lo abbia chiamato come suo marito.    

[1] Dal volume “Ariano, storia e assetto urbano. Dalle origini al tramonto dell’età moderna” Vol. I. - C. De Padua, P. Giardino, Ariano, 2008.

[2] Dal volume “Ariano, storia e assetto urbano. Dalla crisi dell'ancient regime alla rivolzione del 1848-49” Vol. II - tomo 1, pag.311. - C. De Padua, P. Giardino, Ariano, 2011.

Un’altra situazione critica che coinvolse miei probabili antenati, si presentò circa un secolo dopo, durante i moti reazionari antigaribaldini del settembre 1860. Il 4 settembre 1860, tre giorni prima dell'ingresso di Garibaldi a Napoli, i signori di Ariano tentennavano sul da farsi e non riuscivano a trovare un'intesa nella costituzione del nuovo governo liberale. Era ancora forte la tentazione di rimanere con i Borboni e con la Chiesa, per mantenere lo status quo, per non perdere i privilegi ereditati in secoli di storia. Un certo Bartolomeo Lo Conte detto Meo Scarnecchia della contrada omonima, massaro di campo, colono del marchese d'Afflitto, fu incitato dal suo signore a guidare un esercito di contadini, villani, analfabeti contro le milizie liberali che volevano stravolgere la situazione politica arianese con un intervento risolutore dall'esterno. Così, mentre il marchese trattava con i capi liberali per garantirsi una continuità nella politica locale, anche nel dopo-Borboni, il suo fedele servitore Meo Scarnecchia, con determinazione ed incoscienza (viene descritto come uomo membruto, robusto e feroce), dettate dall'ignoranza e dalla disperazione della povertà, fece scempio dei poveri rivoltosi in fuga verso Grottaminarda, in un'imboscata all'altezza della Manna.

Dalla descrizione di quegli avvenimenti, riportata nel Volume II del libro "Ariano - Storia e assetto urbano" di Cesare De Padua e Pasquale Giardino, il ruolo di Meo Scarnecchia risulta ancora più di primo piano. Infatti si dice che il conte Gaetani, funzionario borbonico in fuga da Ariano, prima di partire per Avellino, passò per il rione Cardito e "volle salutare la guardia urbana Meo Scarnecchia a cui tra le altre cose raccomandò di star pronto e di spargere sangue, giacché si era alla vigilia di gravi avvenimenti"[1]. A quanto pare il ruolo di Bartolomeo nei fatti di settembre 1860 risulta più complesso e importante rispetto ad un coinvolgimento estemporaneo di un bracciante chiamato a difendere le proprietà del proprio signore. Bartolomeo organizzò i suoi uomini militarmente e dimostrò notevoli qualità di leadership e la conoscenza (o l'innato talento) delle principali regole del combattimento tattico: "Costui... da buon capitano distribuì a ciascuno le sue parti, altri tenne con sè nella taverna, altri fece appaiattare tra le siepi, altri pose in agguato per i viottoli vicini.Tutti questi ceffi stavano pronti con i cani dei fucili alzati a far fuoco, Meo spiava avanti e indietro dalla soglia della taverna."[2].

 

[1] Dal volume “Ariano, storia e assetto urbano. Dalle Due Sicilie al Regno d'Italia” Vol. II - tomo 2, pag.80. - C. De Padua, P. Giardino, Ariano, 2013.

[2] Dal volume "La reazione di Ariano nel settembre 1860" di Francesco Zerella - In samnium, n. 1-2. Ed 1943-45.

Bartolomeo non era solo, al suo fianco c'erano anche dei preti, tra i quali Santosuosso, diverse guardie nazionali di Ariano e tanti arianesi che credevano nella bontà, nella legalità e nella giustezza di quello che stavano facendo. La storia andò diversamente e Garibaldi unificò l'Italia.

Furono tenuti tre processi per i fatti di Ariano, il primo si occupò degli esecutori, il secondo dei mandanti e il terzo di coloro che furono catturati successivamente. Dagli atti dei tre processi emergono cinque Lo Conte:

  • Lo Conte Bartolomeo fu Oto, detto Meo Scarnecchia (1804), 57 anni all'epoca dei fatti, massaro di campo, condannato a 20 anni di lavori forzati
  • Lo Conte Michelangelo fu Giuseppe (1821), 40 anni, bracciante, assolto
  • Lo Conte Bartolomeo (1805) fu Giuseppe, fratello di Michelangelo, 56 anni, bracciante, assolto
  • Lo Conte Antonio (1822), fu Giuseppe, 39 anni, bracciante, assolto
  • Lo Conte Giuseppe, fu Giovanni, detto Ceppone (1832), 29 anni, bracciante, assolto.

Sulla base dei ricordi di famiglia i Lo Conte coinvolti in quei fatti sono, in qualche modo, nostri parenti. Guardando i nomi e le date, quel Lo Conte Antonio nato nel 1822 o Lo Conte Giuseppe, detto Ceppone, potrebbero essere parenti molto vicini, cugini o addirittura fratelli del nonno di Antonio Lo Conte (1876) mio bisnonno. Escluderei Bartolomeo e Michelangelo perchè questi nomi propri non compaiono mai nella nostra famiglia. Soprattutto il nome Bartolomeo, che, ricordo, avevo trovato anche nel Catasto Onciario più di 100 anni prima, è completamente scomparso da allora (forse per la vergogna?).

C'è anche una Teresa Lo Conte che appare nei documenti narranti i fatti di settembre 1860, dove figura come vedetta delle squadriglie condotte da Bartolomeo, ferita in contrada Scarnecchia. Teresa viene anche citata da Nicola Flammia nella sua Storia di Ariano[2]  affermando che "insultata con parole procaci da un prete che veniva con gli altri garibaldini da Grotta procurò che fosse ucciso cogli altri in mezzo alla via e poscia lo si mutilasse."

 

[1] Dal volume  “Storia della Città di Ariano, dalla sua origine sino all'anno 1893"  Libro quinto - pag.255 - di N. Flammia, Ariano, 1893

In epoca più recente, nei documenti storici di Ariano, appaiono alcuni Lo Conte:

  • Nel 1893 un Lo Conte Antonio[2] è direttore dell'Annunziata, piccola e un po' oscura chiesa di tre navate situata sotto la Cattedrale.
  • Nell'elenco[1] degli arianesi soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale sono riportati:
    • Lo Conte Angelomaria
    • Lo Conte Antonio
    • Lo Conte Ciriaco
    • Lo Conte Domenico
    • Lo Conte Filippo
    • Lo Conte Francesco
    • Lo Conte Gaetano
    • Lo Conte Nicola
    • Lo Conte Pasquale
    • Lo Conte Pietro
  • Nel 1920 l'Avv. Franza prestò la sua assistenza ad un certo Lo Conte detto Populano in un processo contro il Comune, per una contravvenzione al calmiere sul vino (cioè aveva venduto vino ad un prezzo più alto di quello imposto)
  • Sempre nel 1920 appare un Lo Conte Ottone tra i consiglieri comunali (sindaco era Domenico Gambacorta)
  • Nel successivo consiglio comunale (1925) con sindaco Enrico Aucelletti appare Lo Conte Federico
  • Nell'agosto 1936 Mussolini aveva annunciato che avrebbe visitato Ariano, ma non passò più. Per farsi perdonare devolvette 30.000 lire da assegnare alle famiglie bisognose. Furono premiate le 23 famiglie più numerose tra le quali figurano quelle di Lo Conte Domenico (13 figli) e di Lo Conte Matteo (11 figli)
  • Malgrado fossero poveri, i Lo Conte erano anche molto generosi infatti ben venti famiglie nel 1936 offrirono "Oro alla Patria":
    • Lo Conte Angelina
    • Lo Conte Antonetta
    • Lo Conte Antonietta
    • Lo Conte Carmela
    • Lo Conte Caterina
    • Lo Conte Concordia
    • Lo Conte Francesco
    • Lo Conte Gaetano
    • Lo Conte Giacinto
    • Lo Conte Giovanni
    • Lo Conte Giuseppe
    • Lo Conte Liberato
    • Lo Conte Maddalena
    • Lo Conte Maria
    • Lo Conte M.Libera
    • Lo Conte Michele
    • Lo Conte Oto
    • Lo Conte Paolo
    • Lo Conte Pasquale
    • Lo Conte Raimondo
  • Ma c'erano anche Lo Conte istruiti, infatti il Corriere dell'Irpinia del 23 marzo 1940 nel pubblicare l'elenco dei fascisti universitari promossi al secondo corso cita un Lo Conte Tullio.
  • Nel 1943, dopo l'Armistizio, fu rinominata la commissione per i tributi locali. Uno dei membri era Francesco Paolo Lo Conte fu Luigi.
  • Un altro Paolo Lo Conte faceva parte del cast della Filodrammatica di Ariano.
  • Anche la Seconda Guerra Mondiale ha visto caduti alcuni soldati Lo Conte:
    • Lo Conte Carmine
    • Lo Conte Ciriaco
    • Lo Conte Federico
    • Lo Conte Giuliano
    • Lo Conte Luigi
    • Lo Conte Mario
    • Lo Conte Natalino
    • Lo Conte Francesco
    • Lo Conte Giovanni
  • Nel Cimitero militare italiano d'onore a Francoforte sul Meno - Friedhof Westhausen (Germania) tra i caduti italiani prigionieri dei Tedeschi risulta un Lo Conte Pasquale, nato il 7 aprile 1923 a Mirabella Eclano e morto in Germania il 16 agosto 1944.
  • Tra i civili caduti sotto i bombardamenti dell'11 settembre 1943 figura anche un'anima innocente, Lo Conte Oto di soli 2 anni.

[1] Dal volume "Ariano - dall'Unità d'Italia alla LIberazione, avvenimenti, protagonisti e documenti inediti - Libro secondo: dall'inizio del secolo al 1945" di Gaetano Grasso, Edizioni La Ginestra, Ariano 1994.

[2] Dal volume  “Storia della Città di Ariano, dalla sua origine sino all'anno 1893"  - di N. Flammia, Ariano, 1893.

Conclusioni

E’ difficile riepilogare tutto il discorso fatto finora. Portando avanti parallelamente le varie ipotesi è possibile trovare dei passaggi comuni che potrebbero essere considerati dei paletti per il proseguimento di questa analisi. Confrontando le due principali ipotesi, quella autoctona e quella straniera, sembrerebbe che la famiglia risalga almeno ai primi del XVI secolo, con buone probabilità che il primo nucleo si sia formato anche un paio di secoli prima. La città di origine dovrebbe essere proprio Ariano Irpino con qualche influenza pugliese. Le origini non sono nobili, ma potrebbero essere legate ad attività connesse con la nobiltà del tempo.

Tutto il resto è più o meno plausibile, ma comunque non confermato.

Ci sono ancora molte domande senza risposta. Si faccia avanti chi ha qualche altra ipotesi da proporre o, magari, conosce effettivamente come andarono le cose nella realtà.

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Ultimo aggiornamento 18 gennaio 2015

Tags: Origini, Famiglia, Lo Conte, Ariano Irpino

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