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Noi siamo i prescelti

In ogni famiglia c'è un membro che sembra sia stato chiamato ad una missione: quella di trovare i propri antenati. Per incarnare le loro ossa e farle rivivere. Per raccontare la storia della famiglia e sentire che in qualche modo loro ne siano a conoscenza e lo approvino.

Fare genealogia non è una fredda raccolta di fatti, ma, invece, è respirare la vita attraverso tutti coloro che se ne sono andati prima di noi. Siamo i narratori della tribù. Tutte le tribù ne hanno uno. Siamo stati chiamati, per così dire, dai nostri geni. Coloro che ci hanno preceduto gridano a noi: raccontate la nostra storia! Quindi, lo facciamo. Nel trovarli, in qualche modo, ci ritroviamo.

Quante tombe ho visto finora e ho pianto? Ho perso il conto. Quante volte ho detto agli antenati: "avete una famiglia meravigliosa; sareste fieri di noi". Quante volte ho camminato su una tomba e ho sentito in qualche modo che c'era amore per me? Non posso dirlo.

Si va oltre la semplice documentazione dei fatti. Si va a scoprire chi siamo, e perché facciamo le cose che facciamo. Si va a vedere un cimitero che sta per essere perso per sempre tra le erbacce e l'indifferenza e dire: non posso permettere che questo accada. Le ossa qui sono ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Andiamo a fare qualcosa al riguardo.

Si tratta di essere orgogliosi di ciò che i nostri antenati sono stati in grado di realizzare. Come hanno contribuito a quello che noi siamo oggi. Si tratta di rispettare le loro difficoltà e le loro perdite, il loro non arrendersi mai o arrendersi, la loro risolutezza per andare avanti e costruire una vita per la loro famiglia.

Si tratta di essere orgogliosi dei nostri padri che hanno combattuto, e alcuni di loro sono anche morti, per costruire e proteggere la nostra patria. Si arriva a una profonda e immensa presa di coscienza che tutto ciò che hanno fatto, in fondo, lo hanno fatto per noi. Ed è con pari orgoglio e amore che le nostre madri hanno lottato per darci alla luce, senza di loro non potremmo esistere, e così amiamo ognuno e ognuna di loro, per quanto indietro nel tempo possiamo arrivare. Perché grazie a loro siamo quelli che siamo. Dovremmo sempre ricordarlo e ricordarli. Ecco perché lo facciamo. Con amore e cura, annotando ogni episodio della loro esistenza, perché noi siamo loro e loro sono la somma di ciò che noi siamo.

Quindi, come disse uno scriba, racconto la storia della mia famiglia. Spetta a chi sarà il prescelto nella prossima generazione rispondere alla chiamata e prendere il mio posto nella lunga fila di narratori di famiglia. Questo è il motivo per cui faccio la genealogia della mia famiglia, e questo è ciò che sollecita giovani e vecchi a farsi avanti e ripristinare la memoria o salutare coloro che non abbiamo mai avuto la fortuna di conoscere prima.

(1943, Della M. Cummings Wright)

 

English version

In each family there is one who seems called to find the ancestors.  To put flesh on their bones and make them live again.  To tell the family story and to feel that somehow they know and approve.

Doing genealogy is not a cold gathering of facts but, instead, breathing life into all who have gone before.  We are the storytellers of the tribe.  All tribes have one.  We have been called, as it were, by our genes.  Those who have gone before us cry out to us:  Tell our story.  So, we do.  In finding them, we somehow find ourselves.

How many graves have I stood before now and cried?  I have lost count.  How many times have I told the ancestors, “You have a wonderful family; you would be proud of us.”  How many times have I walked up to a grave and felt somehow there was love there for me?  I cannot say.

It goes beyond just documenting facts.  It goes to who I am, and why I do the things I do.  it goes to seeing a cemetery about to be lost forever to weeds and indifference and saying – I can’t let this happen.  The bones here are bones of my bone and flesh of my flesh.  It goes to doing something about it.

It goes to pride in what our ancestors were able to accomplish.  How they contributed to what we are today.  It goes to respecting their hardships and losses, their never giving in or giving up, their resoluteness to go on and build a life for their family.

It goes to deep pride that the fathers fought and some died to make and keep us a nation.  It goes to a deep and immense understanding that they were doing it for us. It is of equal pride and love that our mothers struggled to give us birth, without them we could not exist, and so we love each one, as far back as we can reach.  That we might be born who we are.  That we might remember them.  So we do.  With love and caring and scribing each fact of their existence, because we are they and they are the sum of who we are.

So, as a scribe called, I tell the story of my family.  It is up to that one called in the next generation to answer the call and take my place in the long line of family storytellers.  That is why I do my family genealogy, and that is what calls those young and old to step up and restore the memory or greet those who we had never known before.

Tags: Origini, Famiglia

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