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Viaggio a Capo Nord - L'epilogo

copenhagen

Classica foto ricordo davanti alla Sirenetta di Copenhagen

(10^ parte) 

Vivere la Festa dell'Acqua a Stoccolma ci appagò completamente. Ormai per noi il viaggio poteva ritenersi concluso. Passammo quello che restava della notte ancora una volta in auto, in qualche area di servizio tra Stoccolma e Norrköping. Ci aspettavano ancora circa tre giorni di viaggio prima di poter dormire nel nostro letto di casa, eravamo piuttosto stanchi, ma eravamo pienamente soddisfatti di come era andata fino ad allora. L'unico pensiero che ci assillava: come rendere ancora interessante la rimanente parte del nostro epico viaggio? La mattina del 16 agosto puntammo decisi verso Copenhagen, rientrammo pertanto in Danimarca, prendendo ancora una volta il traghetto, da Helsingborg (Svezia) ad Helsingor (Danimarca), e potemmo mettere un'altra bandierina nel nostro album dei ricordi. Andare a Copenhagen e non fare una foto con la statua della Sirenetta è un po' come andare a Roma e non vedere il Colosseo o a Parigi e ignorare la Torre Eiffel. Malgrado fosse un'icona notissima, vederla da vicino ci sorprese comunque. Non saprei come spiegare le nostre sensazioni, forse l'avevamo immaginata più grande, abituati alle grandi statue equestri delle nostre piazze principali. Invece era lì, a grandezza naturale o forse anche un po' più piccola, sola e indifesa, tenerissima, come una qualsiasi bella teenager danese a prendere il sole in topless su uno scoglio del Mare del Nord. Entrò subito nelle nostre simpatie, ce la saremmo portata con noi, molto volentieri.

 

mappa stoccolma amsterdam

 Nono giorno: da Stoccolma (Svezia) ad Amsterdam (Danimarca)

Fatto un rapido giro della bella città di Copenhagen, fummo colpiti dalla sua estrema pulizia, da alcuni scorci interessanti, malgrado sia una città moderna con un grande porto industriale,  e dallo spettacolare cambio della guardia, davanti ai cancelli del Palazzo Reale "Amalienborg". La nostra tappa successiva ci costrinse a deviare un po' la rotta. Anche se eravamo completamente esausti, non riuscivamo a rinunciare a nulla. Ci chiedemmo: visto che ci troviamo, siamo arrivati fin quassù... perché non facciamo un salto anche ad Amsterdam? Detto, fatto. Arrivammo alla Venezia del Nord in tarda serata. Ormai non avevamo più né la voglia né le giuste energie per godere delle bellezze architettoniche, dei viali alberati, dei silenziosi canali. Avemmo soltanto la forza di farci un giro nel quartiere a luci rosse, tappa obbligata per soddisfare la curiosità di quattro scapoloni d'oro in gita di piacere. Effettivamente ne valse la pena, la caratteristica atmosfera di quei vicoli di perdizione è da provare, anche se venne spontaneo un sentimento di pena e compassione nei confronti di quelle ragazzine in vetrina. Fummo anche avvicinati da numerosi ... "venditori di fumo" che letteralmente ci assalirono appena si accorsero che eravamo italiani. Evidentemente gli italiani sono ottimi clienti da quelle parti. Trovare una pensione o un ostello decente dove passare la notte, assorbì le ultime energie che ci restavano. Non ricordo quale soluzione trovammo, ma sono sicuro che non pernottammo in un albergo a 5 stelle... 

L'ultimo tratto che restava da percorrere era ancora molto, troppo lungo. Visto che a quel tempo vivevo a Torino e, molto previdentemente, mi ero portato appresso le chiavi del mio appartamentino, decidemmo di deviare ancora una volta il nostro itinerario. Così scendemmo lungo il confine tra Francia e Germania, in Alsazia, vedemmo Ginevra dall'alto ed arrivammo ad Aosta in serata. Ancora un piccolo sforzo e riuscimmo finalmente a mangiare, verso mezzanotte, un piatto di spaghetti aglio e olio a casa mia (ne ho sempre avuto qualche scorta nella mia dispensa) e ci riposammo in un comodissimo letto dopo tanti giorni di soluzioni a dir poco... arrangiate.

Così potemmo raderci, darci una bella rinfrescata e fare una bella impressione al nostro arrivo ad Ariano, la sera del 18 agosto. Fare tappa a Torino fu un'ottima pensata. Se i nostri parenti arianesi ci avessero visto in quali condizioni eravamo sbarcati in Piemonte la sera prima... si sarebbero presi un bello spavento!

 

 

mappa amsterdam ariano
Decimo giorno: da Amsterdam (Olanda) a Torino
Undicesimo giorno: da Torino ad Ariano Irpino

Tirare le somme di un viaggio del genere non è facile. Credo che dal mio racconto sia emerso un certo spirito d'avventura, forse d'incoscienza, ma soprattutto l'immenso patrimonio di ricordi, di immagini, di esperienze che ne abbiamo tratto. Quello fu il primo di tanti altri viaggi che intraprendemmo anche nelle estati successive, con lo stesso gruppo affiatato, ma mai riuscimmo ad eguagliare le emozioni provate la prima volta.

Se consigliarlo può sembrare scontato, mi azzarderei a suggerire proprio il nostro metodo, tutto in auto o meglio in camper, e soprattutto il nostro spirito. La nostra epoca ci permette di raggiungere in breve tempo mete che un tempo erano inavvicinabili, tuttavia per gustare certe esperienze, per provare certe emozioni, occorre vivere ogni istante della nostra vita, ogni chilometro del nostro percorso, come se fosse il più importante, il capitolo principale del libro della nostra storia. Il nostro unico errore, se così si può chiamare, fu solo quello di andare troppo di fretta, tante belle città furono soltanto sfiorate dal nostro cammino. Del resto percorrere quasi 11.000 km in 11 giorni è un tour de force particolare, quasi un record. Ma noi ne fummo pienamente coscienti, lo considerammo una sorta di "viaggio di perlustrazione" per individuare quali città fossero veramente meritevoli di essere visitate, un giorno, con più attenzione, e ci impegnammo a prendere nota per tornarci, con maggiore calma, magari con compagni di viaggio diversi.

Da allora, infatti, città come Amterdam o Stoccolma le ho riviste più attentamente, in un'altra stagione, di giorno, ho avuto l'opportunità di visitare alcuni musei splendidi (mi vengono ancora i brividi al ricordo delle emozioni provate nel Museo di Van Gogh e nel Rijksmuseum), ma forse, se non ci fossi già stato in quella occasione, non avrei dato loro la giusta importanza e soprattutto la possibilità di una seconda chance. 

altra foto a capo nord 

 Altra foto ricordo a Capo Nord

Nessun libro di storia o di geografia può insegnare tanto quanto un viaggio fatto bene. Naturalmente il nostro, più che un viaggio fu una scommessa, una sfida con noi stessi, ma col passare dei giorni ci rendemmo conto che il vero obiettivo raggiunto non era stato Capo Nord, ma il viaggio stesso, le migliaia di paesaggi, di aneddoti, di storie di persone incontrate per caso. Tutto quello che abbiamo visto ci ha arricchito in una maniera straordinaria e la dimostrazione è che a distanza di 15 anni, malgrado le nostre vite abbiano intrapreso percorsi diversi, al ricordo di quegli undici giorni, ancora nei nostri occhi si accende una luce particolare e scattano sensazioni uniche di complicità e amicizia sincera.

(Fine)

Tags: Viaggi, Capo Nord, Northcapp, Olanda

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