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Viaggio a Capo Nord - La Finlandia

Fiat 500

 Una vecchia Fiat 500 a Capo Nord (Norvegia)

(7^ parte) 

Andare a Capo Nord è qualcosa di più di un viaggio, è un'avventura, una sfida con se stessi. Non si tratta certo di uno sport estremo, né occorre superare prove impossibili, come attraversare il Sahara o la giungla amazzonica, però ti lascia comunque qualcosa dentro, una soddisfazione interiore che rimarrà sempre nel cuore, indelebile. Sono tanti coloro che vi si recano con i mezzi più strani. Naturalmente il camper o la roulotte sono quelli più idonei, se non altro perché la Norvegia offre tantissime "utilities" come campeggi e aree di sosta equipaggiatissime. Sono anche tantissimi i centauri che sono affascinati dai tornanti a picco sul mare. Ogni tanto si vede anche qualche ciclo-turista a pedalare con lo zaino in spalla, comodo perché non ci sono grandi rilievi da superare, anche se il clima può essere l'unico nemico. Da tutta Europa sono anche tanti coloro che arrivano in gruppo. Ne abbiamo incontrato uno molto numeroso, ad esempio, che veniva dalla Francia. Avevano tutte auto decisamente vecchiotte (c'erano anche alcune FIAT 500) che erano completamente tappezzate di sponsors. Dev'essere un modo di viaggiare molto divertente. 

Gli italiani, come al solito, si dintinguono sempre. Per tutta la Norvegia ne avevamo incontrati pochissimi. Prevalentemente erano del Nord, Milano, Brescia, Piacenza, con campers grandi e attrezzati. Per tutto il viaggio di andata ci eravamo domandati che fine avessero fatto tutti gli altri italiani. Eravamo veramente sorpresi e forse un po' delusi da questa cosa. Invece, appena entrammo nel Tourist Center di Nordkapp, fummo letteralmente sommersi da una valanga di romani e napoletani, con il loro tipico vociare animato. Ma da dove erano arrivati? In effetti per chi volesse andare a Capo Nord, volendo evitare di fare tutta la strada, è facilissimo: basta prendere una serie di aerei che ti portano fino all'aeroporto più vicino (credo sia ad Alta) e poi da lì con il pullman è un gioco da ragazzi! Che vergogna... Che gusto c'è? E' come se uno volesse scalare il K2 e poi si facesse calare direttamente sulla vetta con un elicottero... 

Dopo l'abbuffata di Capo Nord, toccò rimettersi in viaggio per tornare a casa. Ma non avemmo la sensazione di aver terminato qualcosa, anzi, fummo subito coscienti che eravamo soltanto al giro di boa. In fondo Capo Nord era stata solo una scusa. Tutta quella strada non era servita solo a farci dare la solita pergamena che attestava il raggiungimento dell'obiettivo. L'attrattiva principale del viaggio era il viaggio stesso e questo dava un valore assoluto anche e soprattutto al nostro itinerario di ritorno.

Decidemmo, pertanto, di evitare per quanto possibile di ripercorrere lo stesso itinerario dell'andata, per scoprire ogni giorno sempre cose nuove. Optammo per un percorso che avrebbe attraversato tutta la Finlandia da nord a sud.

mappa nordkapp rovaniemi

Sesto giorno: da Nordkapp (Norvegia) a Rovaniemi (Finlandia)

Cominciammo a scendere puntando verso la Finlandia, quando ci imbattemmo in un branco di renne nelle vicinanze di un villaggio lappone. La Lapponia è una regione molto grande che si estende in tutta la parte settentrionale della Scandinavia e comprende alcune regioni della Svezia, della Finlandia e della stessa Norvegia. I lapponi, da queste parti, sono come gli indiani d'America. Chiusi in riserve, apparentemente vivono di pastorizia, con le loro immancabili renne, ma in realtà producono oggetti d'artigianato da vendere ai numerosi turisti di passaggio. Chi si lascerebbe scappare un bel souvenir fatto dalle mani autentiche di un lappone?

Entrando in Finlandia, dalla moderna e civilissima Norvegia, restammo un po' sorpresi. Ci sembrò di tornare indietro nel tempo. Il paesaggio, le strade, la forma delle rare case, cambiarono totalmente. Ci sembrò di attraversare un invisibile muro, come quello che separava, ai tempi della guerra fredda, la Germania Est dalla Germania Ovest. Da una parte, più che la tecnologia, c'era il progresso, dall'altra parte la desolazione. 

I primi chilometri in Finlandia ci sembrò di attraversare il deserto dell'Arizona. Una lunghissima strada, un rettilineo perfetto, che con andamento ondulante si addentrava nel cuore di un'arida steppa. Anche l'ingresso nel nuovo stato ci sorprese piuttosto impreparati. Non trovammo un ufficio turistico a darci il benvenuto e soprattutto non riuscimmo a cambiare i soldi, né a comprare le solite schede telefoniche per Giuseppe. Anche stavolta ci arrangiammo a mangiare soltanto qualche biscotto e un po' di frutta che avevamo messo di scorta qualche giorno prima.

souvenier

Un accampamento di lapponi con relativo negozio di souvenir

Arrivammo in serata a Rovaniemi, una delle mete turistiche più note della Finlandia. Si tratta infatti della città, riconosciuta a livello mondiale, dove abita Babbo Natale. Non nascondo che tornammo bambini per qualche ora. Il villaggio dedicato all'omaccione vestito di rosso è fatto veramente bene. Non manca nulla, c'è persino un autentico ufficio postale. Bisogna sapere che, secondo una convenzione stipulata in tutto il mondo, qualsiasi bambino voglia scrivere una lettera a Babbo Natale, sa che se la spedisce arriverà qui ed otterrà una risposta.  E' sufficiente scrivere "a Babbo Natale" sulla busta e metterla nella buca delle lettere.

L'ufficio postale è interessantissimo. E' possibile leggere le letterine scritte in tutte le lingue del mondo. Rovistando tra le montagne di corrispondenza sugli scaffali e su alcune scrivanie trovammo una lettera scritta da una bambina genovese che chiedeva a Babbo Natale un vestitino che aveva visto in un negozio del centro, era tenerissima! E' possibile anche segnalare il vero indirizzo di un bambino, perché Babbo Natale possa scrivergli direttamente. Io ci provai e misi i dati del mio fratellino (che allora aveva 23 anni) tanto per vedere se avrebbe mantenuto la promessa. Tutto vero! Il Natale di quell'anno, mio fratello ricevette gli auguri nientemeno che da Babbo Natale in persona!

Naturalmente lo incontrammo, ma non avevamo il coraggio di avvicinarci. L'unico che superò la timidezza fu il solito Gianluca che si fece una foto con lui... e poi ne approfittò per fare qualche altra foto anche con qualche sua bella e giovane assistente.

Rovaniemi

Conoscenze a Rovaniemi (Finlandia)

Quella sera la temperatura era un po' più alta, allora decidemmo di montare la tenda canadese. Per fare un'esperienza un po' particolare la montammo esattamente sopra una striscia, disegnata per terra, che indicava  il passaggio del parallelo che identifica il Circolo Polare Artico. Rovaniemi, infatti, è l'equivalente finlandese del sito che incontrammo qualche giorno prima in Norvegia.

Per passare la notte ci organizzammo in questo modo: io e Giuseppe in tenda, Gianluca e Massimo in macchina. Voi direste: fortunati, tu e Giuseppe, a dormire in tenda... e invece no! Eravamo già nel mondo di Morfeo da un paio d'ore, quando aprii gli occhi e scorsi il mio portafoglio che galleggiava all'altezza del mio naso. Galleggiava! Praticamente stava diluviando e l'acqua era entrata prepotentemente nella tenda. Cercammo riparo picchiando sui vetri della nostra auto dove stavano beatamente dormendo i nostri due amici... ma loro non se ne accorsero (o fecero finta di non accorgersene). Giuseppe giurò di aver scorto uno dei due socchiudere un occhio, girarsi dall'altra parte e tornare a dormire! 

Tags: Viaggi, Capo Nord, Northcapp, Finlandia, Rovaniemi, Babbo Natale

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