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Viaggio a Capo Nord - La Norvegia

Fiordi 

Tipico paesaggio norvegese: i fiordi 

(4^ parte)

Il giorno successivo, era il 10 agosto, ci alzammo di buon'ora. Nessuno ci presentò il conto, ringraziammo in silenzio il governo svedese e ci rimettemmo in cammino. Goteborg è una bella città universitaria, pertanto piena di giovani e, probabilmente, di modi di divertirsi. Il ricordo più forte che conservo è un colore: un verde intenso con mille sfumature era presente in ogni angolo della città. Dominata dalla presenza dell'acqua, potenzialmente ci ha dato l'impressione di offrire molto ma non abbiamo avuto sufficiente tempo da dedicarle. Se dovessi, un giorno, ripetere il viaggio, probabilmente mi ci soffermerei più a lungo. 

Il trasferimento da Goteborg ad Oslo fu abbastanza rapido, anche se la strada tra le due città fu l'unica a presentarci qualcosa che si può chiamare traffico. Non particolarmente intenso, ma continuo e ordinato. A conferma della forte identità comune della Scandinavia, già allora non si incontravano frontiere tra un stato e l'altro. Proprio com'è oggi da noi nell'ambito dell'area Schengen. Ogni volta era diversa la valuta, invece, e ogni volta che entravamo in un nuovo paese ci toccò cercare un ufficio cambi e sprecare inutilmente i nostri soldi per le commissioni. Questo fatto ci limitò parecchio, perché praticamente fummo costretti a sincronizzare i nostri spostamenti con gli orari di apertura degli uffici e delle banche.

Una costante che trovammo ovunque, fu l'estrema diffusione della lingua inglese. Tutti parlavano inglese, persino le vecchiette che incontravamo per strada al ritorno dal mercato, con le buste della spesa. Alle nostre frequenti domande, soprattutto per individuare l'itinerario ottimale, chiunque ci rispose sempre educatamente e con un inglese comprensibilissimo. Credo che uno dei motivi principali sia il fatto che tutto ciò che trasmette la TV è in lingua originale, eventualmente con i sottotitoli in svedese o in norvegese. Non esiste il doppiaggio e la gente è abituata ad ascoltare film e telefilm americani con l'audio originale.

Mappa goteborg trondheim

Terzo giorno: da Goteborg (Svezia) a Trondheim (Norvegia) 

Arrivammo ad Oslo in tarda mattinata e provammo ad addentrarci nella città un po' più a fondo. La zona del porto è molto carina, con dei giardini dai quali si osserva un bel panorama. Scoprimmo uno dei primissimi centri commerciali. Bisogna far presente che a quei tempi, da noi in Italia, c'erano solo la Standa e l'Upim. Ad Oslo, invece, scoprimmo un edificio immenso, multipiano, con scale mobili che si intrecciavano ovunque. Tra l'altro era anche un bellissimo esempio di architettura moderna. Il nostro esperto Gianluca ci diede la sua conferma. Purtroppo non riuscimmo a comprare nulla. Il costo della vita era (ed è) altissimo. I prezzi al dettaglio erano inavvicinabili. Anche la frutta sui banchi dei pochi ambulanti che trovammo per strada sembrava bella, ma il prezzo proibitivo ci sconsigliò l'acquisto.

Così tornammo a rovistare tra le nostre scorte e riuscimmo a pranzare ancora una volta con le cose che avevamo dietro con noi: grissini con tonno e carne in scatola e l'immancabile fetta biscottata con la marmellata. Naturalmente non tutti i giorni mangiammo così poco, le scorte, tra l'altro, finirono presto. Allora ci venne incontro il McDonald's che a prezzi modifici ci garantì uno stomaco sazio con poche corone.

Oslo

Passeggiando per le strade di Oslo 

Visto quello che potevamo di Oslo, decidemmo di trascurare la città di Bergen sulla costa occidentale, troppo lontana dall'itinerario stabilito, invece puntammo dritti verso nord. Passammo per Lillehammer, città che, a distanza di pochi mesi, si sarebbe trovata al centro delle attenzioni mondiali, infatti ospitò le olimpiadi invernali del 1994. En passant, riuscimmo ad intravedere le strutture e gli impianti di risalita, ormai già pronti, e un bellissimo palazzetto del ghiaccio.

Le strade norvegesi erano fatte per andare piano. Il limite di velocità non superava mai i 100 km/h e comunque non si riusciva ad andare più veloci. Anche le statali più importanti, come la E6 che prendemmo dopo avere lasciato la E45, non permettevano di fare sorpassi e tutti rispettavano i limiti senza eccezioni. Il manto stradale era sempre perfetto, ogni 4 o 5 chilometri c'era un'area di ristoro, dove era possibile sgranchirsi, andare in bagno, caricare l'acqua per i camper. I bagni pubblici ci sorpresero ogni volta. Erano sempre ordinati e pulitissimi, come se fosse passata la donna delle pulizie pochi minuti prima, ed occorre ricordare che ogni bagno era sempre diviso in "uomini", "donne" e "portatori di handicap". Ci sembrò che le barriere architettoniche, in Norvegia, non fossero mai esistite. 

Panorama sul Mare del Nord

Altro panorama dei fiordi norvegesi

In serata arrivammo finalmente a Trondheim. La città è una delle più grandi della Norvegia. Ha una bellissima cattedrale, senz'altro la più bella della Norvegia. In classico stile romanico-gotico, fu il luogo dove per molti secoli avvenivano le incoronazioni dei reali di Norvegia. La cosa che mi rimase più impressa di quella chiesa fu il grande rosone centrale, dai mille colori. Trondheim è situata all'interno di un enorme fiordo, nel nostro itinerario fu il primo di una serie infinita. Tutti spettacolari, con scenari mozzafiato, un bellissimo matrimonio tra terra e mare, un connubio mistico tra il verde e l'azzurro. L'acqua del mare all'interno dei fiordi è sempre calma, placida. Proprio perché la furia del mare aperto non riesce ad incanalarsi più di tanto, si creano dei microclimi che apparentemente sembrano appartenere a latitudini più meridionali. 

Quella sera Giuseppe, il più affamato del gruppo, ci impose una cena un po' più sostanziosa, un piatto unico con salmone fritto e patate. Ci ristorammo, ma perdemmo tempo prezioso e non riuscimmo a trovare un posto decente per passare la notte. Allora ci rassegnammo a pernottare in auto, in un parcheggio dove si erano già sistemati altri 4  o 5 camper, e ci addormentammo osservando il cielo e Trondheim dall'alto, un panorama molto romantico. Ogni giorno che passava diventava sempre più difficile vedere le stelle, il cielo quasi sempre nuvoloso e la vicinanza al circolo polare artico riempirono di un chiarore surreale anche le nostri notti insonni.

Tags: Viaggi, Capo Nord, Northcapp, Norvegia

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