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Viaggio a Capo Nord - Siamo in Scandinavia

Sul traghetto

Che bella squadra! Da sinistra: Pietro, Giuseppe, Gianluca e Massimo.

(3^ parte)

Mio zio, fratello di mia nonna, fu veramente ospitale. Da quando era partito per la Germania con tanta voglia di fare e pochi soldi ... ne aveva fatta di strada! Aveva una bellissima villetta, stile americano, con un grande backyard, un infinito numero di stanze e addirittura in bagno c'era persino la sauna! Non ci sembrò vero. Finalmente ci potemmo ristorare, ritemprare e riposare dopo circa 24 ore di viaggio ininterrotto.

Passammo la serata, tra uno sbadiglio e sprazzi di autentica curiosità, ad ascoltare i racconti dello zio. Ci parlò della sua vita avventurosa, delle diverse famiglie che si era costruito in vari angoli dell'Europa, delle pizzerie che aveva aperto e dei gusti alimentari davvero discutibili dei suoi clienti tedeschi. Malgrado, a suo dire, fosse molto bravo a fare la vera pizza napoletana, quella che andava per la maggiore era condita con le banane e qualche fetta d'ananas!

La mattina successiva era il 9 agosto. Me lo ricordo benissimo perché era il mio compleanno. Devo ammettere di non aver mai festeggiato in un clima come quello che scoprimmo appena ci affacciammo alla finestra della nostra stanza, una mansarda molto accogliente tutta di legno. Se non fossi stato certo della mia ricorrenza non avrei creduto ai miei occhi: in un'atmosfera ovattata da una nebbia molto fitta, un'aria gelida e tipica tardoautunnale, si intravedevano dei bambini che, zaino in spalla, si recavano allegramente a scuola. Il 9 agosto!

Salutammo lo zio e la sua (ultima) moglie tedesca e ci rimettemmo in viaggio. L'itinerario prevedeva due alternative, puntare dritto verso nord e prendere un traghetto nel punto più settentrionale della Danimarca oppure deviare a est verso Copenaghen e poi continuare lungo la costa occidentale della penisola scandinava. Optammo per la prima scelta, riservandoci la capitale danese per il ritorno.

Appena entrati in Danimarca ci rendemmo conto che stavamo varcando la soglia di un mondo diverso. Il paesaggio era ancora quello prevalentemente piatto tedesco, ma il clima fu subito avverso. Una pioggia a dirotto ci accompagnò fino alla città di Frederikshavn, dove ci fermammo ad aspettare la partenza del traghetto.

Mappa Celle Goteborg

Secondo giorno: da Celle (Germania) a Goteborg (Svezia) 

Malgrado il clima, ho un bellissimo ricordo della Danimarca. Sin dall'ingresso in Germania avevamo preso la bellissima abitudine di fermarci al Welcome Center ogni volta che varcavamo la frontiera di un nuovo stato, per cambiare qualche spicciolo, comprare una scheda telefonica, chiedere informazioni turistiche. Quando entrammo nel Tourist Information Office danese rimanemmo tutti e quattro completamente estasiati. A ricevere i turisti e a dare le informazioni, c'erano le due più belle ragazze che avevamo mai visto. Non so cosa chiedemmo loro e soprattutto non ricordo assolutamente cosa risposero ma i loro splendidi occhi azzurri non li dimenticheremo mai. Fu veramente un ottimo modo per darci il benvenuto in Scandinavia! 

Effettivamente la Danimarca è già parte integrante della Scandinavia, stesse regole, stesso comportamento della gente,  potremmo dire stessa civiltà. Nel lontano 1993 in Scandinavia vigevano leggi che da noi arrivarono molto più tardi , come ad esempio, per quanto riguarda la circolazione stradale, erano già obbligatorie da tempo le cinture di sicurezza e gli anabbaglianti accesi anche di giorno. Per molti aspetti, durante tutto il nostro viaggio, ci sembrò di fare un viaggio nel futuro, un futuro in cui certi valori, come la tutela dell'ambiente, della cultura, dell'infanzia e delle persone con handicap, vengono naturalmente prima di tutto. Allora, 15 anni fa, a quelle latitudini, era già una realtà.

Cascate in Norvegia

Il paesaggio comincia a cambiare

Ma torniamo al nostro viaggio. Dopo un paio d'ore d'attesa nel porto di Frederikshavn, finalmente salimmo sul primo dei tanti traghetti che ci avrebbero accompagnati per tutto il viaggio. Il mare era piuttosto mosso, ma fortunatamente arrivammo prima che i nostri stomaci cominciassero a protestare.

Toccammo la terra svedese verso le 9 di sera, a Goteborg, e ci rendemmo subito conto che non sarebbe stato facile trovare un posto per trascorrere la nottata. Era troppo tardi per cercare corone svedesi  e pagarci una stanza d'albergo ed eravamo troppo stanchi per cercare alternative economiche. Tirai fuori dal mio zaino la famosa "guida degli ostelli e campeggi scandinavi" e fu per noi un'autentica salvezza. Al terzo tentativo trovammo un ostello che ci aprì la porta. Sinceramente credo che ad aprirci fu uno degli ospiti, non avemmo il piacere di incontrare nessun gestore.

Quel ragazzo ci fece entrare e, con un gesto un po' scocciato, ci mostrò 4 brande ancora libere e scomparve. Era un ambiente piuttosto angusto, buio, non particolarmente sporco, ma con uno strano odore che impregnava l'aria. Non riuscivamo a capire cosa potesse essere. Qualche minuto più tardi, mentre srotolavamo i nostri sacchi a pelo, un po' impauriti ma ormai rassegnati a passare la nottata con un occhio chiuso e l'altro aperto, scorgemmo il nostro amico dietro una tenda semiaperta nell'intento di accendersi una "canna" e capimmo che l'odore veniva dal "fumo" intenso prodotto da lui e dagli altri suoi amici. La stanchezza e l'atmosfera un po' "mistica" che si era creata presero il sopravvento e crollammo stremati.

Ricordo che l'ultima mia azione cosciente di quella sera fu di mettere al sicuro il portafoglio, nella parte più remota del sacco a pelo, con la speranza di ritrovarlo il giorno dopo.

Tags: Viaggi, Capo Nord, Northcapp, Germania, Norvegia, Danimarca, Svezia

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