Viaggio a Capo Nord - Stoccolma

Scritto da Super User. Pubblicato in Racconti di viaggio

sul traghetto 

In viaggio da Turku (Finlandia) a Stoccolma (Svezia)

(9^ parte)

La mattina del 15 agosto ci svegliammo piuttosto riposati. E fu una giornata completamente dedicata al riposo. Quel giorno, infatti, non percorremmo più di 170 km in auto. Facemmo un rapido giro a piedi sulla pista di atletica dello stadio Olimpico di Helsinki e ci rimettemmo in viaggio verso la città di Turku dove ci aspettava il traghetto della Viking Line che ci avrebbe condotti a Stoccolma.

In realtà fu una vera e propria crociera, che durò circa 10 ore in una splendida cornice di terra e di mare. Una meravigliosa giornata di sole ci permise di godere ed apprezzare un bellissimo panorama. Facemmo così la conoscenza del Mar Baltico, un'altra regione europea completamente sconosciuta a noi, fino qualche giorno prima. Nel tratto d'acqua che separa Turku da Stoccolma, che in linea d'aria saranno 200 km, ci sono decine di migliaia di isolotti. Un'altro spettacolo della natura! Dopo i laghi finlandesi, così numerosi e ravvicinati, avemmo una sensazione simile, ci riuscì difficile capire se si trattava veramente di tante isole o al contrario di terra ferma coperta dall'acqua.

mappa helsinki stoccolma

Ottavo giorno: da Helsinki (Finlandia) a Stoccolma (Svezia)
[clicca sulla mappa per vederla ingrandita]

Il traghetto fece un lentissimo e dolcissimo slalom in quell'enorme arcipelago. La nave era molto grande e spesso tememmo che non riuscisse ad avere la giusta agilità per scansare tutti quegli ostacoli naturali. A volte fu quasi costretta a fermarsi.

Durante la giornata, mentre oziavamo al sole, facemmo amicizia con uno svedese (un uomo, putroppo) che ci raccontò tante storie interessanti legate a quelle isole. Ci spiegò che la maggior parte non sono abitate, ma che da qualche anno era in corso una strana competizione, soprattutto tra i più ricchi svedesi, nell'acquistarne almeno una.

Ormai era un vero e proprio status symbol possedere un'isola nel Mar Baltico, come avere l'auto di grossa cilindrata o la barca. Ce n'erano di tutte le forme e dimensioni, ma la maggior parte non erano più grandi di un paio di campi da basket. Erano tutte coperte da foltissima vegetazione e molte avevano un minuscolo porticciolo per l'attracco di una piccola imbarcazione.

Insomma scoprimmo che i ricchi ma non avevano solo una villa al mare, ma un'intera isola!

Nessuno di noi quattro si può considerare un lupo di mare, avendo nelle nostre vene autentico sangue irpino, pertanto, dopo 10 ore di movimento ondulatorio, lento ma costante, fummo veramente sollevati quando attraccammo nel porto di Stoccolma... ancora qualche minuto e il nostro stomaco ci avrebbe fatto qualche brutto scherzo. Gianluca fu quello che ebbe la peggio e soffrì parecchio per tutto il viaggio. 

capo nord foto di gruppo

Un'altra foto ricordo davanti ad un monumento a Capo Nord.

Stoccolma è una città fantastica. Senza dubbio la più bella e interessante di tutto il nostro viaggio in Scandinavia. Arrivammo nel tardo pomeriggio e, appena messo piede a terra, immediatamente ci accorgemmo che avevamo azzeccato il giorno giusto. Era il 15 agosto e a Stoccolma si festeggiava la serata finale del Water Festival (in svedese Vattenfestivalen) la più pazza e divertente festa della capitale svedese!  Non so se ai nostri giorni sia ancora così, ma allora, negli anni '90, la seconda settimana di agosto la città si trasformava completamente. In ogni angolo, in ogni piazzetta, veniva allestito un palco dove si poteva suonare, ascoltare, ballare, musica di ogni genere. Migliaia di ragazzi e ragazze da tutta Europa si riunivano nel nome del sano divertimento con il nobile scopo di rendere onore all'acqua, l'elemento naturale senz'altro più presente a Stoccolma. La città, infatti, per certi versi può ricordare Venezia, perchè giace su 14 isole, ma rispetto alla Serenissima è viva, giovane, intraprendente.

Ci deliziammo quella sera. Naturalmente come tutti i popoli nordici anche gli svedesi non si divertono se non sono sufficientemente saturi di birra, ma non assistemmo alle scene disgustose di Helsinki. Tutti erano allegri e molto espansivi, ma senza esagerazioni.

Le svedesi (finalmente!) furono molto intraprendenti e ci coinvolsero nelle loro danze, in pochi secondi entrammo anche noi nel vortice del divertimento. Io avevo la telecamera sempre con me e fu per loro un motivo in più per mettersi in mostra e scatenarsi a ballare distribuendo baci a chiunque fosse a tiro...

Ebbene sì, la nostra idea sulle ragazze svedesi fu pienamente confermata... Al ritmo degli svedesissimi Ace of Base con la loro famosa "All that she wants", trascorremmo così tutta la notte e fummo veramente soddisfatti di come andò. A fine serata lo spettacolo dei fuochi d'artificio che si specchiavano nell'acqua dei canali, fu l'ultima ciliegina su una torta memorabile. 

Eravamo così eccitati quella sera, che la multa per divieto di sosta che trovammo sul parabrezza dell'auto non scalfì neanche lontanamente il nostro magico umore e la stracciammo senza pensarci due volte. Qualche mese più tardi il papà di Massimo, proprietario dell'auto, ricevette una notifica strana scritta in svedese... chissà se l'ha mai pagata!

Tags: Viaggi, Capo Nord, Northcapp, Svezia

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